La sostenibilità del vegetale
Un impegno etico e ambientale
La concia al vegetale non è solo un processo produttivo, ma una filosofia di rispetto e sostenibilità. Essere membri fondatori del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale significa seguire un disciplinare rigoroso: utilizzare solo tannini naturali, garantire la tracciabilità, lavorare interamente in Toscana, evitare metalli pesanti e ridurre al minimo l’impatto ambientale.
Nessun animale viene mai abbattuto per la pelle: il nostro lavoro dà valore a ciò che altrimenti sarebbe scarto. Gli stessi residui di lavorazione vengono recuperati e reintrodotti in un ciclo di economia circolare, trasformandosi in nuove risorse.
Il nostro processo di concia
La forza della tradizione, il respiro della natura

1.
Dal grezzo alla preparazione
Tutto ha inizio con le pelli grezze, provenienti esclusivamente da allevamenti europei destinati all’alimentazione. Una volta arrivate in conceria, vengono conservate in ambienti freschi e asciutti per mantenerne intatta la qualità. È qui che i nostri tagliatori le sezionano a mano, scegliendo il taglio più adatto al percorso che ogni pelle dovrà affrontare.
La fase successiva è la rigenerazione. Nei grandi bottali di legno, le pelli si reidratano, si liberano del sale e delle impurità e si preparano a ricevere la concia. Durante la cosiddetta calcinatura, il pelo residuo viene rimosso e, grazie alla scarnatura e alla spaccatura, si eliminano carne e grasso in eccesso. Infine, il picklaggio rende le fibre pronte ad accogliere i tannini vegetali che segneranno per sempre il loro destino.

2.
Il cuore della concia
È qui che entra in scena la vera magia della concia al vegetale. Le pelli tornano nei bottali, questa volta immerse in acqua pura e tannini naturali estratti da castagno, mimosa e quebracho. Sono polveri preziose, rinnovabili, che penetrano nelle fibre e le rendono imputrescibili, resistenti e durature. È un processo lento, naturale, che rispetta i tempi della materia e ne esalta la sua autenticità.
Il risultato non è una pelle qualunque, ma la vacchetta toscana: calda, elastica, profumata, capace di invecchiare con grazia, cambiando e migliorando insieme a chi la sceglie.

3.
Colore e finitura
Dopo la concia, la pelle incontra nuove lavorazioni che le donano carattere e personalità. Gli ingrassi, preparati con antiche ricette a base di oli animali, vegetali e marini, le conferiscono morbidezza ed elasticità. Le tinture penetrano in profondità, regalando tonalità vive e mai artificiali, dove ogni sfumatura diventa segno di unicità.
Segue l’essiccazione, lenta e naturale, che stabilizza le fibre. Poi la rifinitura, fatta di gesti tramandati: tamponi manuali che donano trasparenza e calore, spruzzi leggeri che accendono il colore, rulli in feltro e pietra d’ambra che lucidano fino a far brillare la superficie. Ogni pelle, così, diventa irripetibile, un pezzo unico nato dall’incontro tra natura e artigianato.
